Erasmus+ premia Italia, record di progetti di mobilità finanziati
Due report pubblicati dall’Agenzia Erasmus+ Indire rendono noti i risultati delle azioni di mobilità, per misurare l’impatto e riflettere sulla qualità degli apprendimenti. Sono stati analizzati 624 progetti afferenti ai settori Scuola ed Educazione degli Adulti (azioni KA101 e KA104) finanziati tra il 2015 e il 2018. I due report si basano principalmente sull’analisi dei dati estrapolati dai Participant Report, i questionari compilati dai partecipanti all’interno del database europeo dopo aver realizzato la mobilità. Il Programma Erasmus+, infatti, offre la possibilità di realizzare mobilità in Europa per la formazione del personale scolastico e dello staff impegnato nell’educazione degli adulti. L’obiettivo principale è quello di evidenziare e di valorizzare la qualità di quelle esperienze di docenti, formatori, dirigenti, amministrativi che hanno realizzato un percorso di apprendimento in un altro Paese. Chi è partito in mobilità ha scelto di vivere e apprendere in contesti europei, per conoscere nuovi programmi e sistemi educativi, per rafforzare le pratiche di insegnamento e gestione delle classi.
Per il settore scuola, dall’indagine emerge che l’Italia è al 7° posto per numero di progetti di mobilità finanziati, dopo Germania, Spagna, Regno Unito, Turchia e Polonia. L’azione chiave 101 del programma Erasmus+, mobilità individuale per l’apprendimento, abbreviata in KA101, è nata nello specifico per offrire opportunità di formazione all’estero di tutto il personale scolastico, che può scegliere un’esperienza di apprendimento legata alla propria attività professionale. I percorsi di apprendimento sono finalizzati alla partecipazione a corsi strutturati e ad eventi formativi, ad attività di job-shadowing, ovvero periodi di osservazione in un istituto partner di un altro paese, oppure la mobilità può prevedere un periodo di insegnamento o formazione in un istituto partner europeo. Le mobilità sono strutturate all’interno di un progetto che risponde alle esigenze formative della scuola di riferimento. Essenziale diventa l’individuazione dei bisogni formativi dell’istituto e del personale interessato per avviare un processo di miglioramento e sviluppo delle prassi gestionali come quelle metodologiche e didattiche in ambito internazionale. Nel complesso sono state finanziate, per le mobilità europee, 11.443 persone tra insegnanti, dirigenti e personale della scuola. L’attività ha riguardato soprattutto le donne che rappresentano il 78% sul totale dei partecipanti, mentre l’età di chi è partito si attesta tra i 47 e i 64 anni e, nel 90% dei casi supera i 50 anni. La maggior parte dei partecipanti ha scelto di seguire un corso di formazione strutturato (8.000 su circa 11.000 mobilità), alcuni hanno preferito un percorso di job shadowing (quasi 2.800 partecipanti) e solo una minima parte ha realizzato un’attività di insegnamento presso un istituto scolastico all’estero. Le destinazioni preferite dagli italiani sono i paesi anglofoni, in primis il Regno Unito mentre spicca il primato dell’Italia come meta preferita in Europa di un cospicuo numero di docenti e non docenti (8.313). La quasi totalità degli insegnanti, dopo avere effettuato l’esperienza, afferma di aver migliorato i metodi e le pratiche di insegnamento. Sostiene altresì che la conoscenza della materia insegnata è cambiata in modo significativo ed è cresciuta la conoscenza delle opportunità di finanziamento a livello europeo, ampliati i rapporti personali e professionali con istituti di altri paesi.
Anche per il settore educazione degli adulti, i risultati che emergono sono significativi. I questionari analizzati sono circa 1700 afferenti a 88 progetti KA104. Tale azione del programma Erasmus+ -mobilità individuale per l’apprendimento, è nata per offrire opportunità di formazione all’estero di tutto il personale coinvolto nell’educazione degli adulti, che può scegliere un’attività di apprendimento legata alla propria attività professionale. Le esperienze di apprendimento sono finalizzate alla partecipazione a corsi strutturati, eventi formativi o job shadowing, ovvero periodi di osservazione in un istituto partner di un altro paese, oppure per svolgere un periodo di insegnamento o formazione in un istituto partner europeo. Le mobilità sono strutturate all’interno di un progetto che risponde alle esigenze formative dell’istituzione di riferimento. Essenziale diventa l’individuazione dei bisogni formativi dell’istituto e del personale interessato per avviare un processo di sviluppo e miglioramento delle prassi gestionali come quelle metodologiche e didattiche in ambito internazionale.
Lo staff coinvolto, nella maggioranza dei casi, proviene dal settore non formale, e partono, come per il settore scuola, più le donne rispetto agli uomini, scegliendo di frequentare corsi strutturati, la tipologia di attività preferita. Le motivazioni e i bisogni formativi più ricorrenti sono legati alla conoscenza di buone pratiche in contesti europei e all’acquisizione di competenze spendibili e utili per l’attività professionale.
Entrambi i report dell’Indire mettono in evidenza come le mobilità per l’apprendimento Erasmus+, nel corso degli anni, hanno riscosso sempre un ampio successo, come indicano le percentuali di gradimento dei partecipanti: per lo staff della scuola si arriva al 98,4% e per il settore EdA al 97,7%.
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