Rubrica



Economia in declino, della vera Sicilia nessuno parla

Frenare la fuga dei giovani. L'isola sta vivendo una modesta ripresa economica ma non è in grado di contrastare un trend preoccupante di perdita del capitale umano che mette a repentaglio lo sviluppo futuro della regione.

Lucrezia Reichlin

Allarme astensionismo, la politica riparli alla gente

Dopo una campagna elettorale in larga parte condotta sui temi non sentiti come propri dai siciliani, sui quali sono stati misurati tutti i problemi politici nazionali, è prevalso ancora una volta il voto di protesta e quello clientelare attraverso i vari comitati elettorali ad personam. La Sicilia dei poveri, dei precari, dei laureati e diplomati fuggiti all’estero per un lavoro, dei disoccupati e dei cassintegrati, delle imprese senza credito, delle start up, non è stata presente

Vito Lo Monaco

La strage di Portella della Ginestra, pilastro fondante della Repubblica

Mario Calivà con “Portella della Ginestra. Primo maggio 1947. Nove sopravvissuti raccontano la strage”, con contributi di Carmelo Botta e Francesca Lo Nigro, fa nuova luce sull'eccidio

Franco Garufi

Così la corruzione facilita la globalizzazione delle mafie

Il tema dell’espansione territoriale delle mafie e della corruzione è stato al centro della seconda conferenza del progetto educativo antimafia promosso dal Centro Studi Pio La Torre.

Davide Mancuso

Demopolis: le ragioni del non voto

Il 53% dei siciliani appare convinto che la politica regionale, anche per cattiva gestione delle risorse, non sia più in grado, oggi, di incidere sulla vita reale delle famiglie nell’Isola


Perché i siciliani hanno accuratamente evitato le urne

Le elezioni regionali vanno analizzate alla luce dei tre fenomeni che ne hanno verosimilmente determinato gli esiti; le caratteristiche della legge elettorale che ha ridotto i seggi da 90 a 70, l'astensionismo di massa e il voto disgiunto che ha pesato in quantità mai viste prima. Domenica ha partecipato al voto appena il 45,43% degli elettori con una flessione di due punti rispetto al dato già eclatante del 2012 (47,53%); in numeri assoluti si tratta di 1.749.710 votanti su 3.851.300 elettori (nel 2012 1.830.400 su 3.850.670). Insomma, si è verificata una fuga di massa dai seggi elettorali. E i motivi sono tanti.

Franco Garufi

Divisioni e astensionismo hanno stroncato la sinistra

Le elezioni siciliane dimostrano, ancora una volta che le sinistre senza un progetto unitario e alternativo alla destra perdono le competizioni elettorali e aprono le porte a scenari politici e sociali preoccupanti per il sistema democratico. Il risultato elettorale sancisce il crollo del PD e la riesumazione della mummia Berlusconi, risorto alla vita politica nonostante le diverse condanne subite e grazie ai cinque anni del Governo Crocetta che, assediato dalla sua maggioranza, non è riuscito a valorizzare quel poco che aveva realizzato

Vito Lo Monaco

Pupi e pupari invadono Palermo, riparte il Festival di Morgana

Dall’8 al 12 novembre. 5 intense giornate con 17 spettacoli e 4 prime nazionali, 9 compagnie di opera dei pupi da tutta la Sicilia e 4 compagnie internazionali di teatro d’immagine contemporaneo da Francia, Polonia, Spagna e Tunisia.


Giuseppe Di Vittorio e il lavoro come dignità dell’uomo

Sessant’anni dalla scomparsa del “cafone” orfano di padre di Cerignola divenuto segretario della CGIL e presidente della Federazione Sindacale Mondiale negli ultimi anni di una vita spesa interamente al servizio degli ultimi e dei deboli.

Roberto Bertoni

Vincenzo Consolo, l'intellettuale furioso contro i boss

Pubblicata da Nicolò Messina «Cosa Loro. Mafie tra cronaca e riflessione», una raccolta di articoli dello scrittore messinese che abbracciano 40 anni. E tra le righe c’è anche il dissidio con Bufalino.

Salvatore Lo Iacono

Leo Gullotta è Filippo V di Spagna in “Farinelli e il Re”,

Concerto-studio sul testo di Claire van Kampen al Teatro Stabile di Catania in collaborazione con l'Istituto Musicale Vincenzo Bellini, regia e ideazione Fabio Grossi


Scuola, gli insegnanti italiani sono i più vecchi d'Europa

secondo Eurostat, nell'Ue lavorano quasi sei milioni di docenti - dalla scuola primaria fino alla scuola secondaria di secondo grado - e il 72% sono donne (4,1 milioni di insegnanti). In complesso, solo 500 mila (9% del totale) hanno meno di 30 anni, mentre 2 milioni (circa il 36%) hanno 50 anni o più. Gli italiani si confermano i più anziani, con quasi il 60% di over 50 dietro la cattedra.

Melania Federico