Mistero sul writer di Palermo che ribalta il messaggio del "Gattopardo"

Cultura | 14 novembre 2020
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La notizia della comparsa del disegno in stile Banksy in via Butera ha subito guadagnato l’attenzione dei social. Da qualche giorno su Instagram è attiva una pagina dedicata al " Gattopardo Ribelle". Nella vetrina del profilo, una serie di immagini fotografiche del disegno in bianco e nero che raffigura l’attore Burt Lancaster, protagonista della trasposizione cinematografica del romanzo. Il ritratto del vecchio principe Fabrizio Salina, accompagnata dalla scritta "Che adesso tutt cambi davvero", campeggia sul prospetto del palazzo Lampedusa, in via Butera. Il palazzo fu l’ultima dimora del principe Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore del capolavoro letterario. La silhouette in bianco e nero, è stata realizzata con il tratto caratteristico del writer inglese Banksy. L’artista di Bristol, è considerato uno dei maggiori esponenti della street art, la vera identità rimane avvolta nel più fitto mistero. Le sue opere sono realizzate con la tecnica dello stencil, una maschera normografica che consente di realizzare immagini e scritte spruzzando vernice sulla matrice. Si possono così realizzare disegni rapidamente e in un numero infinito di copie. Non sembra casuale che Palermo ospiti fino al 17 gennaio, proprio alla Kalsa, tra palazzo Trinacria e il Loggiato di San Bartolomeo, la mostra " Ritratto di ignoto" di Banksy.

L’alone di mistero che aleggia su questo episodio, è alimentato dall’identità segreta dell’autore del murale e creatore della pagina Instagram dedicata al Gattopardo ribelle. Attraverso una conversazione sul social scopriamoperò che dietro questa performance, si annida un gruppo di artisti palermitani.

« Siamo un gruppo di palermitani che racchiudono tre generazioni al suo interno ( giovani, adulti e tardo adulti) – si legge nella risposta al messaggio inviato via Instagram - È il momento di cambiare, come individui e come comunità in una società di leoni da tastiera. È ora che il Gattopardo scenda in strada a dire la sua. Ma che sia un gattopardo ribelle! Banksy nel suo genio ha sempre comunicato grazie a dei simboli pop e riconoscibili a tutti. La presenza della sua mostra ci ha ispirato a lanciare questo grido artistico a tutti i siciliani. Le immagini affisse, per ora, sono solamente in via Butera, la sua casa. Gli adesivi invece sono appesi in giro per la città. Siamo nati ora e la nostra pagina Instagram è ancora giovane. Ma ci auguriamo di convogliare più massa critica possibile, non ci fermeremo. Tutto deve cambiare. Occorre tempo e costanza ».

Ma cosa significa davvero questo messaggio? « Mi sembra una bellissima idea. Annulla uno degli stereotipi più fastidiosi e abusati della storia di Sicilia – sottolinea il semiologo Gianfranco Marrone - Lo fa utilizzando un linguaggio moderno e straordinariamente contemporaneo. L’aspetto che ho trovato più intrigante è quello immediatamente riconducibile al celebre romanzo. Libera " Il Gattopardo" dall’insopportabile rimando alla celebre frase: " Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi". Nell’immagine che è stata affissa, il misterioso autore, sovverte l’equivocato assunto e lo trasforma in una sorta di esortazione al cambiamento: " Che adesso tutto cambi davvero". Questo gesto artistico e la provocazione intellettuale, sono stati però accolti con la solita indolenza siciliana. Purtroppo, gli stereotipi siciliani sono inscalfibili. Tra questi, la proverbiale latitanza della politica siciliana. Tanto impegnata nel suo dibattito lunare da non riuscire a trovare il tempo di cogliere questa ultima sollecitazione. Credo invece che questo episodio meriti un attento approfondimento ». La notizia non poteva non destare l’attenzione del diretto interessato, Gioacchino Lanza Tomasi, musicologo di fama internazionale, figlio adottivo del celebre scrittore, che abita nella casa di via Butera appartenuta allo scrittore. « In un primo momento, quando ho letto la firma " Gattopardo ribelle" ho pensato, non senza qualche riserva, al libro che era stato pubblicato negli Stati Uniti – commenta con tono prima vibrante poi benevolo, il principe da palazzo Lampedusa – Questi sono linguaggi e nuove forme di espressione che seguo non senza qualche difficoltà alla mia età. Ovviamente, mi incuriosiscono. Spero possa sortire l’effetto di aprire un dibattito sulla straordinaria modernità del libro. Opera letteraria che non finisce mai di suscitare nuovi approfondimenti e altrettante polemiche». (Repubblica Palermo)

 di Concetto Prestifilippo

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