I bassi stipendi degli insegnanti rispetto ai capi d’istituto

Società | 12 ottobre 2020
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Nella giornata mondiale degli insegnanti, la rete Eurydice, ha pubblicato un nuovo rapporto “Teachersand School HeadsSalaries and Allowances in Europe 2018/19” dedicato agli stipendi dei docenti e dei capi di istituto in Europa nelle scuole pubbliche pre-primarie, primarie e secondarie di 42 sistemi educativi europei. Lanalisi comparativa ha preso in esame gli stipendi tabellari degli insegnanti neoassunti e le prospettive di aumento salariale durante la loro carriera. Sono stati altresì messe in evidenza le principali variazioni degli stipendi tabellari negli ultimi anni, gli stipendi medi effettivi, comprese le indennità e altre remunerazioni aggiuntive, fino agli stipendi dei capi di istituto.

Tra i principali risultati emersi dal rapporto si evidenzia un generale aumento, nel 2017/18, degli stipendi tabellari degli insegnanti, normalmente dovuto alladeguamento allinflazione o al costo della vita. Nello specifico, in Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Lituania, Paesi Bassi, Romania e Slovacchia, sono state attuate delle riforme che hanno avuto un impatto positivo significativo sui livelli salariali degli insegnanti. La contrattazione collettiva ha inoltre comportato significativi aumenti degli stipendi dei docenti in Danimarca, Malta, Svezia e Islanda.

Dal 2014/15 al 2017/18, gli stipendi degli insegnanti neoassunti adeguati allinflazione sono aumentati del 4% o più nella maggior parte dei paesi. Laumento è stato particolarmente elevato in Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Irlanda, Lettonia, Romania, Slovacchia, Svezia e Islanda. Gli stipendi degli insegnanti principianti aumentano in media di circa il 50% durante la loro carriera, ma la percentuale di aumento e i tempi variano significativamente tra i paesi europei. Mentre in alcuni paesi, gli insegnanti di solito raggiungono il livello più alto di stipendio prima di completare 20 anni di servizio, in altri sistemi educativi, potrebbero essere necessari 35 anni (in Italia per esempio) o anche più.

La retribuzione media effettiva degli insegnanti (comprese eventuali indennità o altre remunerazioni supplementari) è simile o superiore al PIL pro capite nella maggior parte dei sistemi educativi. In Belgio (Comunità tedesca), Irlanda, Italia, Ungheria, Romania e Regno Unito ci sono le più ampie differenze negli stipendi tabellari tra insegnanti e capi di istituto.

Le conoscenze e le abilità degli insegnanti, la loro motivazione e la qualità della leadership scolastica sono tutti fattori essenziali per raggiungere risultati educativi di qualità. È quindi fondamentale reclutare gli insegnanti più qualificati, i più talentuosi e i più capaci di soddisfare le nuove richieste poste alla professione.

Linsegnamento è cambiato notevolmente negli ultimi anni: non si tratta infatti più di una professione basata sulla trasmissione di conoscenze. Sempre più si pone lenfasi sulla facilitazione del processo di apprendimento: sostenere, co-creare conoscenze ed essere di supporto agli studenti nello sviluppo delle competenze chiave. Gli insegnanti devono essere in grado di utilizzare le tecnologie dellinformazione e della comunicazione (TIC), lavorare in gruppo, insegnare ai bambini provenienti da una varietà di contesti socio-economici e culturali, dialogare con le famiglie, facilitare linclusione dei bambini con bisogni educativi speciali e contribuire alla leadership e alla gestione della scuola.

La complessità e la varietà delle competenze richieste loro rappresentano una sfida per tutti i sistemi educativi: come attirare i laureati più qualificati verso questa professione e far sì poi che ci restino. La remunerazione è senzaltro un aspetto importante per rendere linsegnamento una professione più attraente. Insieme ad altri fattori quali le condizioni di lavoro, le prospettive di carriera, le opportunità di sviluppo e il riconoscimento professionale, lo stipendio svolge un ruolo determinante nella motivazione alla professione. Politiche che vadano ad incidere sui guadagni e sulle prospettive di carriera di coloro che lavorano nel settore dellistruzione dovrebbero essere pertanto parte integrante di strategie globali volte a migliorare lattrattiva della professione docente, sia degli insegnanti in servizio che dei potenziali candidati.

Il rapporto include inoltre delle schede nazionali con delle informazioni dettagliate, per ciascun paese, sugli stipendi, le indennità e le altre remunerazioni aggiuntive di insegnanti e capi di istituto. I dati sono stati raccolti congiuntamente dalle reti Eurydice e OCSE/ NESLI.

 di Melania Federico

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