Ecco le strade per combattere la mafia nella sua globalizzazione

Giovani | 14 novembre 2019

Si è svolta, presso il cinema Rouge et Noir di Palermo, la seconda Conferenza del Progetto Educativo Antimafia 2019/2020 del Centro Studi Pio La Torre. Il tema "Le mafie nell'era della Globalizzazione" ha visto la partecipazione come relatori: Ernesto Savona, criminologo dell'Università Cattolica, il quale ha spiegato quanto, partendo dalla Convenzione Onu di Palermo 2000 (della quale ricorrerà quest'anno il ventennale), si abbia testimonianza del passato e soprattutto di cosa si potrà fare, segnando Palermo come simbolo di Città di contrasto alla mafia. Con il suo intervento Savona ha sottolineato anche l'importanza "di più cooperazione internazionale",  casi in cui la collaborazione e la condivisione di leggi comuni abbiano frenato il traffico illecito di esseri umani e di droghe. "Le mafie sono ovunque, si infiltrano nelle economie locali, si infiltrano dove ci sono interessi e l'assenza di politiche adeguate a livello mondiale." Una cooperazione internazionale in tal senso influerebbe e modificherebbe questi movimenti. "La cooperazione internazionale funziona, ma bisogna volerla fare funzionare e sempre meglio. Oltre il controllo penale sarà necessario fare prevenzione." Il professore Giuseppe Di Chiara, docente dell'Università di Palermo, ha parlato di - mafie in movimento-, - mafie delocalizzate-, - mafie silenti-, in grado di operare nei contesti di non appertenenza, in contesti altri; per le quali sarà fondamentale creare un lavoro di contrasto - in movimento-. Un ruolo centrale, a livello legislativo, spettta alla legge Rognoni-La Torre del 1982 nella quale si è stato in grado di riconoscere e incriminare un metodo. Entrambi i relatori si sono rivolti direttamente ai giovani ricordando che a loro aspetta il lavoro da compiere in futuro. Presente alla conferenza anche il Sindaco Leoluca Orlando che ha riportato quanto la città sia cambiata culturalmente nel rispetto della Costituzione. Da città di mafia a città tra le più sicure di Italia. Di come questo cambiamento sia stato dovuto sia al lavoro dei magistrati, ma soprattutto al coraggio civile di tutti i cittadini e delle cittadine. A moderare gli interventi Franco Nuccio, capo redazione Ansa Sicilia. La conferenza si è conclusa con un dibattito estremamente animato   da parte degli studenti e delle studentesse sia presenti che in collegamento in videoconferenza, ai quali tutti i relatori hanno risposto in modo esaustivo.

 di Selenia Di bella

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